realtà
No Comments Oggettività calcistica

Il portiere rinvia il pallone, faccio due passi correndo all’indietro per vedere se nel frattempo succede qualcosa. Mi giro e intuendo la traiettoria del pallone percorro la diagonale del campo il piú velocemente possibile. Non guardo in alto come farebbero tutti, cerco di tenere tutto quello che succede sul terreno di gioco sotto controllo. In aria solo Dio sa quello che succederá. Un centrocampista stoppa il pallone di petto, ma gli viene sottratto dal suo avversario che in meno di un secondo lo lancia verso il suo compagno attaccante. Butto un occhio al mio assistente per vedere se mi segnala un fuorigioco, perchè ho un dubbio. Nessuna segnalazione, mi fido. Mi passa davanti un difensore e mi chiude la visuale. In quel preciso momento, nel momento in cui io sposto la testa per vedere meglio la gamba di un difensore si trova sotto le gambe dell’attaccante il quale è praticamente in volo per poi atterrare di pancia sul terreno. E’ successo in area di rigore. Che sará successo in quella frazione di secondo? Rivolgo lo sguardo al mio compagno di giudizio. La sua faccia pallida e la sua espressione attonita mi dicono che neanche lui ha visto esattamente ció che è accaduto. Il fatto che non mi faccia nessun segno, come concordato, mi conferma la cosa.
Il dato inequivocabile è uno solo: mancano le condizioni per dare un giudizio oggettivo. E soprattutto mancano le certezze.
Fischio, perchè qualcosa è successo.
Comincia l’analisi.
Di solito non faccio recensione di libri, forse per la mia malsana abitudine di scegliere di getto quelli che leggo, a volte quasi con un tiro di freccetta sulla libreria che mi trovo davanti. Con questo non è stato diverso, è capitato!

